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Architettura sostenibile.

June 30, 2016

Cos’è un edificio sostenibile?

 

Se ne parla in continuazione perché è doveroso occuparci dell’obiettivo perseguibile e raggiungibile da tutti noi, a partire dal privato fino alle nostre amministrazioni Comunali, che possono indire concorsi di progettazione per il recupero dell’esistente e per la progettazione consapevole di nuovi edifici pubblici.

 

Gli edifici sostenibili, spesso conosciuti come edifici verdi o eco-case, in realtà possono essere anche il risultato di un attento recupero dell’esistente, non necessariamente attuato con le demolizioni, ma anzi sfruttando le murature esistenti dai forti spessori che, opportunamente adeguate, possono offrire notevole margine di risparmio energetico e quindi di sostenibilità ambientale.

 

Può essere classificato come sostenibile un edificio progettato, costruito, ristrutturato e gestito in accordo con linee guida per l’alta efficienza energetica, che avrà un impatto positivo sull’ambiente, sull’economia e sul sociale per tutto il suo ciclo di vita.

 

Sono oltre 550 i Comuni italiani (pari a 17 milioni di abitanti) che hanno già adottato Linee guida e Regolamenti ad hoc per risparmiare energia, diminuire le emissioni inquinanti, recuperare acqua piovana e riciclare materiali da costruzione attraverso i regolamenti edilizi comunali. È il vivace quadro di un'Italia in gran fermento, dove le rinnovabili e l’innovazione energetica continuano a diffondersi dal basso, in modo costante e articolato, come emerge dal secondo rapporto “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali” realizzato da Legambiente in collaborazione con Saie Energia.

 

Oggi in Italia oltre 200 comuni promuovono l’allacciamento alla rete di teleriscaldamento, di cogenerazione e l’uso di pompe di calore, mentre 250 regolamenti edilizi comunali, attenti all’orientamento degli edifici, mirano al miglioramento della soleggiamento e dell’illuminazione; in molti municipi l’utilizzo di fonti rinnovabili è stato reso obbligatorio. Senza contare l’uso di materiali da costruzione di produzione locale e riciclabili – richiesto in 266 comuni - e l’utilizzo delle tecnologie per il risparmio idrico e il recupero delle acque piovane e di quelle ritrattate per usi compatibili.

 

I 577 Comuni ‘rinnovabili’ dimostrano come sia oggi possibile coinvolgere il settore edilizio nella lotta ai cambiamenti climatici, mentre l'esperienza concreta di case costruite e recuperate con questi obiettivi conferma come tali criteri possano migliorare il comfort abitativo, aumentando la stima degli edifici sul mercato e contribuendo alla riduzione, fino al 50%, dei consumi energetici - quindi dei costi in bolletta per i cittadini.

 

Per promuovere questo processo virtuoso, però, è necessario che il Governo e le Regioni supportino questa ‘rivoluzione verde’ con criteri e regole chiare.

 

fonte: www.casaeclima.com

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